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Altalene che restano ferme

L'equilibrista gioca con la gravità dei sogni che ha nell'anima.

Chia

March 25

Setting forth. For a while.

Oh. Vecchio blog, ti voglio bene.
Ma sento un attimo il bisogno di cambiare aria. E' tempo di cominciare qualcosa di nuovo.
Non ti uccido, ma ti lascio un attimo.
 
Mi allontano per un po'. Ne ho bisogno.
Ora, mi trovate qui.
 

Everything in its right place

lachiamanomusica.wordpress.com

February 22

Ascolta il re cremisi e la pittura fresca

Con questi consigli nella testa, che ormai sono quasi imperativi, mi addormenterò.
Le cose da fare sono aumentate sempre di più nell'ultimo periodo, tanto che fatico a stare dietro a tutto. Sono mesi che non parlo seriamente con tante persone. E il tempo va talmente veloce che quasi non mi rendo conto che passa.
Mi è capitato sempre più spesso, paradossalmente, di trovarmi a girare a piedi per Verona, altra cosa da tempo abbandonata. Avevo dimenticato il sole battente di piazza Dante e il lungadige. E' incredibile quanto si possa apprezzare un po' di luce in un momento di calma.
  • Concerto di carnevale: il concerto giusto al momento giusto. Una serata in cui tutta la tensione accumulata è come sparita, grazie a buona musica, pogo e danze. Molti si sono stufati di queste serate. Anche io quest'anno sono stata molto più tiepida nei confronti dei concertini, rispetto all'anno scorso... l'entusiasmo generale però questa volta mi ha trascinato. Avevo, per così dire, le stesse aspettative del mio caro compagno-di-banco o della mia cugina piccola-e-carina. E' stato bello ritrovare un po' di euforia quasi da ginnasio. E' stato... liberatorio. Complimenti a tutti i gruppi, a cui ho voluto particolarmente bene... e soprattutto a quei FIGHI che hanno avuto il coraggio di venire a cantare hip-hop nella roccaforte "alternativa" maffeiana!
  • Venezia che muore, Venezia affacciata sul mare, la dolce ossessione: dura rinuncia a Genova e niente mostra di Faber. Quindi, meta di un viaggetto è stata per l'ennesima volta Venezia. Venezia. Che dire? Pur essendoci stata ancora, ogni volta che ci torno è sempre bellissima. "Perchè odi Venezia? Perchè fa schifo!". E' questo suo fascino decadente, quasi putrido, che mi piace tanto. La città di oggi era animata e trasfigurata dal carnevale: colori, colori, colori. Io amo i colori. E casino, certo, quel casino che alla lunga stanca. Ma anche sole, anche canaletti e calli, anche una fugace vista del mare. E i miei fedeli compagni Giorgia ed Eugenio, che hanno reso la giornata speciale.
  • Sì, ok. Ma... ciaspole?: si prospettava come una faticosa camminata-cazzeggio. Tre classi si sono barcamenate nella neve, particolarmente goffe e buffe. Però anche queste cose mi mancavano. Non ho vie di mezzo, quando conosco qualcuno. Molti criticano o insultano la seconda I, spesso gratuitamente e senza motivo. Ma tutto sommato, in classe mia ci sono persone che adoro senza limiti, persone che mi mancheranno veramente una volta uscita, persone che comunque sia mi hanno dato qualcosa. E queste persone non sono poche. E' giusto, quando c'è un problema, riconoscerlo per poi affrontarlo, ma non è neanche giusto nascondersi dietro un gruppo, o un'affermazione troppe volte ripetuta. Non è giusto dire: "noi siamo così", e basta. L'unica è chiamare le cose con il loro nome.

Yeah, you've all become a fraction of the sum, the middle and the front. And now it's coming back. Hasn't it come too far? I was trying to help, but I guess I pushed too hard. And now we can't even touch it, afraid it'll fall apart.

February 11

E qui capisci il perchè.

To be, or not to be. That is the question.
Whether 'tis nobler in the mind, to suffer
the slings and arrows of outrageous fortune,
or to take arms against a sea of troubles,
and by opposing end them? To die, to sleep.
No more, and by a sleep to say we end
the heart-ache, and the thousand natural shocks
that flesh is heir to; 'tis a consummation
devoutly to be wish'd. To die, to sleep.
To sleep, perchance to dream. Ay, there's the rub!
For, in that sleep of death, what dreams may come
when we have shuffled off this mortal coil?
Must give us pause: there's the respect
that makes calamity of so long life.
For who would bear the whips and scorns of time,
the oppressor's wrong, the proud man's contumely,
The pangs of disprized love, the law's delay,
the insolence of office, and the spurns
that patient merit of unworthy takes,
when he himself might his quietus make
with a bare bodkin? Who would fardels bear,
to grunt and to sweat under a weary life,
but that the dread of something after death,
the undiscover'd country from whose bourn
no traveller returns, puzzles the will,
and makes us rather bear those ills we have
than fly to others that we know not of?
Thus conscience does make coward of us all,
and thus the native hue of resolution
is sicklied o'er with the pale cast of thought,
and enterprises of great pitch and moment
with this regard thier currents turn awry
And lose the name of action.
                                                           WILLIAM SHAKESPEARE
January 03

A world in white

Il 2008 è cominciato con freddo, birra e fuochi d'artificio. Rileggendo il resoconto dell'anno, mi sono resa conto che è stato un anno rivoluzionario. Sono successe talmente tante cose che faccio fatica a starvi dietro.
Il 2009 è cominciato con una palla di neve. Ragazzi che danzano sotto i fiocchi, mentre la voce beffarda di una vicina dice: "Buon anno! Ma non vi sembra di essere un po' cresciuti per queste cose?".
Guardare Verona sotto mezzo metro di neve alle tre del mattino è decisamente insolito. E ancora di più osservare via Venier dal balcone, con due o tre amici ormai universitari; guardare il luogo del ginnasio, e pensare quanto siamo cambiati, e quanto siamo rimasti uguali.
Sì. Le cose passate esistono ancora. Non le percepiamo più, magari, ma semplicemente perchè cambiano forma.
E, sì, è giusto così. Sono quelle stesse cose che ho ritrovato la notte di Capodanno. Ho equilibrato ricordi forzati e lasciati da parte per molto tempo... per quanto il mio presente ora sia un altro.
Alla fine, è proprio vero.
THE SONG REMAINS THE SAME.
December 22

Mai innamorarsi di un fiocco di neve

Sistema confuso ma non in crisi, contemporaneamente destabilizzato e saldo. E' così che probabilmente finirà il 2008. Anno talmente pieno di fatti, di persone, di emozioni da non poterli raccontare con due parole. E questo non vuole essere il classico post "Fine" (di dodici mesi che tra l'altro devono ancora concludersi).
A parlare di quello che è stato saranno una canzone, una poesia, un film.
Capiscono chi sono molto meglio di me stessa.
 
CD DELL'ANNO: Into the Wild, Eddie Vedder
 

Eddie Vedder è arrivato in un momento particolarmente difficile. Le note della sua chitarra hanno scavato dentro di me, e hanno operato un'incredibile catarsi mentre la voce calda descriveva esattamente i miei stati d'animo. Da ascoltare in un viaggio, o quando si ha bisogno di stabilità.

 

FILM DELL'ANNO: Io non sono qui (Todd Haynes)

 

 Preludio al concerto di quest'estate. Le anime di Bob Dylan si rivelano umane, con una propria personalità (riuscitissimo il ruolo di Cate Blanchett) e un ruolo diverso. Film non semplice, ma incredibilmente toccante e significativo.

 

LIBRO DELL'ANNO: "I fiori del male", Charles Baudelaire

 

Questo libro viene comprato quasi per gioco, per vedere se veramente Baudelaire "soddisfava le mie aspettative". Aperto per la prima volta durante un'ora di filosofia, in un calo di tensione generale. E invece il poeta maledetto e il suo fascino del fango, del macabro, mi hanno portata in un altro mondo. Ottimo Baudelaire, non servivano i Baustelle perchè lo leggessi!

 
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    Carlottawrote:
    bellissimo come hai rinnovato!!!! il titolo che hai dato al tuo space e la frase sono molto vere!!!
    sei grande chia e dovremmo riuscire assolutamente a vederci un giorno per poter fare una di quelle lunghe chiacchierate come l'altra volta dalla ire!!!
    sei davvero una gran bella persona!!!
    un bacione spero a presto
    ^^
    Dec. 7
    Caterinawrote:
    Ehilà, oggi finalmente ho dato un volto al tuo nome A bocca aperta
    C'era poca gente, però... Come al giornalino, immagino. Peccato...
    As usual, rificco la testa tra i libri...
    Ciao ciao Sorriso
    Nov. 17
    giorgia bewrote:
    sono passata e ti ho disseminato il blog di commenti scemi...scusa!baci
    Dec. 23
    BERENICEwrote:
    Sono finita qui per caso...
    Sono un po' più grande di te e in te ho visto un po' di me al liceo...soprattutto nel post sulla TUA città...
    Solo un po' più determinata, in gusti politici, musicali e "filmici"! Del resto mi pare che andiate più avanti, che macinate il tutto con grande fretta...
    ...Solo augurarti buona vita, ecco perchè ti scrivo! Ciao ;)
    Nov. 30
    Dan Jackwrote:
    Ciaio! Gli spaces non collegano pèiù le persone direttamente, per cui sia lodato last.fm! Passa dalle mie parti... I Marlene Kuntz però ci sono poco, non so da dove iniziarli...
    Nov. 12