Chia's profileAltalene che restano fer...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Altalene che restano fermeL'equilibrista gioca con la gravità dei sogni che ha nell'anima. |
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March 25 Setting forth. For a while.Oh. Vecchio blog, ti voglio bene.
Ma sento un attimo il bisogno di cambiare aria. E' tempo di cominciare qualcosa di nuovo.
Non ti uccido, ma ti lascio un attimo.
Mi allontano per un po'. Ne ho bisogno.
Ora, mi trovate qui.
lachiamanomusica.wordpress.com February 22 Ascolta il re cremisi e la pittura frescaCon questi consigli nella testa, che ormai sono quasi imperativi, mi addormenterò.
Le cose da fare sono aumentate sempre di più nell'ultimo periodo, tanto che fatico a stare dietro a tutto. Sono mesi che non parlo seriamente con tante persone. E il tempo va talmente veloce che quasi non mi rendo conto che passa.
Mi è capitato sempre più spesso, paradossalmente, di trovarmi a girare a piedi per Verona, altra cosa da tempo abbandonata. Avevo dimenticato il sole battente di piazza Dante e il lungadige. E' incredibile quanto si possa apprezzare un po' di luce in un momento di calma.
Yeah, you've all become a fraction of the sum, the middle and the front. And now it's coming back. Hasn't it come too far? I was trying to help, but I guess I pushed too hard. And now we can't even touch it, afraid it'll fall apart. February 11 E qui capisci il perchè.To be, or not to be. That is the question.
Whether 'tis nobler in the mind, to suffer
the slings and arrows of outrageous fortune,
or to take arms against a sea of troubles,
and by opposing end them? To die, to sleep.
No more, and by a sleep to say we end
the heart-ache, and the thousand natural shocks
that flesh is heir to; 'tis a consummation
devoutly to be wish'd. To die, to sleep.
To sleep, perchance to dream. Ay, there's the rub!
For, in that sleep of death, what dreams may come
when we have shuffled off this mortal coil?
Must give us pause: there's the respect
that makes calamity of so long life.
For who would bear the whips and scorns of time,
the oppressor's wrong, the proud man's contumely,
The pangs of disprized love, the law's delay,
the insolence of office, and the spurns
that patient merit of unworthy takes,
when he himself might his quietus make
with a bare bodkin? Who would fardels bear,
to grunt and to sweat under a weary life,
but that the dread of something after death,
the undiscover'd country from whose bourn
no traveller returns, puzzles the will,
and makes us rather bear those ills we have
than fly to others that we know not of?
Thus conscience does make coward of us all,
and thus the native hue of resolution
is sicklied o'er with the pale cast of thought,
and enterprises of great pitch and moment
with this regard thier currents turn awry
And lose the name of action.
WILLIAM SHAKESPEARE January 03 A world in whiteIl 2008 è cominciato con freddo, birra e fuochi d'artificio. Rileggendo il resoconto dell'anno, mi sono resa conto che è stato un anno rivoluzionario. Sono successe talmente tante cose che faccio fatica a starvi dietro.
Il 2009 è cominciato con una palla di neve. Ragazzi che danzano sotto i fiocchi, mentre la voce beffarda di una vicina dice: "Buon anno! Ma non vi sembra di essere un po' cresciuti per queste cose?".
Guardare Verona sotto mezzo metro di neve alle tre del mattino è decisamente insolito. E ancora di più osservare via Venier dal balcone, con due o tre amici ormai universitari; guardare il luogo del ginnasio, e pensare quanto siamo cambiati, e quanto siamo rimasti uguali.
Sì. Le cose passate esistono ancora. Non le percepiamo più, magari, ma semplicemente perchè cambiano forma.
E, sì, è giusto così. Sono quelle stesse cose che ho ritrovato la notte di Capodanno. Ho equilibrato ricordi forzati e lasciati da parte per molto tempo... per quanto il mio presente ora sia un altro.
Alla fine, è proprio vero.
THE SONG REMAINS THE SAME. December 22 Mai innamorarsi di un fiocco di neveSistema confuso ma non in crisi, contemporaneamente destabilizzato e saldo. E' così che probabilmente finirà il 2008. Anno talmente pieno di fatti, di persone, di emozioni da non poterli raccontare con due parole. E questo non vuole essere il classico post "Fine" (di dodici mesi che tra l'altro devono ancora concludersi).
A parlare di quello che è stato saranno una canzone, una poesia, un film.
Capiscono chi sono molto meglio di me stessa.
CD DELL'ANNO: Into the Wild, Eddie Vedder
Eddie Vedder è arrivato in un momento particolarmente difficile. Le note della sua chitarra hanno scavato dentro di me, e hanno operato un'incredibile catarsi mentre la voce calda descriveva esattamente i miei stati d'animo. Da ascoltare in un viaggio, o quando si ha bisogno di stabilità.
FILM DELL'ANNO: Io non sono qui (Todd Haynes) Preludio al concerto di quest'estate. Le anime di Bob Dylan si rivelano umane, con una propria personalità (riuscitissimo il ruolo di Cate Blanchett) e un ruolo diverso. Film non semplice, ma incredibilmente toccante e significativo.
LIBRO DELL'ANNO: "I fiori del male", Charles Baudelaire Questo libro viene comprato quasi per gioco, per vedere se veramente Baudelaire "soddisfava le mie aspettative". Aperto per la prima volta durante un'ora di filosofia, in un calo di tensione generale. E invece il poeta maledetto e il suo fascino del fango, del macabro, mi hanno portata in un altro mondo. Ottimo Baudelaire, non servivano i Baustelle perchè lo leggessi! |
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